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| Sito aggiornato a martedì 24 novembre 2009 |
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| NEWS | |||
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FUORI I FASCISTI DALLE SCUOLE
Il 1° novembre nella sede di Radio Popolare si è consumato un vero e proprio attacco squadrista rivolto contro la storica emittente della sinistra milanese. Una quindicina di militanti di Casa Pound ha infatti tentato di sfondare le porte d’ingresso della sede per irrompere all’interno. La radio andava “punita” perché il 30 ottobre aveva “osato” trasmettere un report molto dettagliato sul presidio antifascista organizzato contro il raduno di Forza Nuova a Bergamo. Non si (...) |
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SOLIDARIETÀ ALLA LOTTA DEI LAVORATORI DELLA MENSA DI VIA GOLGI
Gli attacchi ai lavoratori ed agli studenti non si fermano, anzi, si moltiplicano. L’ultima vittima è la mensa di via Golgi (l’unica presente in tutta città studi), una delle tre dove gli studenti della statale possono mangiare, che entro il 31 dicembre 2009 dovrà chiudere lasciando a casa 40 lavoratori ed impedendo a moltissimi studenti (sia della Statale sia del Politecnico) di avere un luogo dove poter mangiare. La chiusura è stata decisa dal Consiglio d’amministrazione del Politecnico (con il (...) |
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SABATO 28 NOVEMBRE DALLE 18.30 PER TUTTA LA NOTTE: SERATA ANTIFASCISTA
Due settimane fa nel quartiere di Affori si sono presentati una quarantina di naziskin (appartenenti alla Skinhouse di Bollate) che, approfittando di un’aggressione commessa da parte di un nordafricano ai danni di una donna del quartiere, hanno distribuito un volantino contro gli stupri, chiedendo pene per gli stupratori quali la castrazione chimica e il carcere duro. In precedenza erano comparse sui muri scritte xenofobe del tipo “ogni stupro un negro ammazzato” e “negri a morte”. Da notare che, nel luogo dove è avvenuta l’aggressione, si trova la locale sezione della Lega Nord. Nei giorni successivi sono stati visti altri naziskin davanti alla sede della Lega, e sono comparse altre scritte razziste del tenore di quelle precedenti. Già alcuni mesi fa la Lega Nord aveva tentato invano di organizzare una ronda nel quartiere, ma aveva visto la risposta di 200 antifascisti (i leghisti non erano più di 30). Come forze antifasciste del quartiere (a partire dal circolo di Rifondazione Comunista “Scintilla” di Affori) abbiamo deciso di promuovere per sabato 28/11 una giornata antirazzista in zona. Partecipa all’iniziativa antifascista!
Dalle h.18,30: aperitivo + salamelle A seguire musica con:
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STEFANO CUCCHI: UN’ALTRA VITTIMA DELLA VOSTRA GIUSTIZIA
di Chiara Buzzacchi
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EUTELIA: LAVORARE PER VIVERE...
di Stefano Cavallaro (GC Milano - Zona Ovest)
Eutelia è un’azienda che offre servizi e soluzioni complete per le telecomunicazioni. Nasce ad Arezzo nel 1998 come Internet Service Provider, diventando presto una realtà nazionale ed internazionale sia per l’estensione della rete proprietaria (circa 15000 km solo in Italia) sia per l’espansione nel proprio settore di mercato. Nel 2002 acquisisce diverse aziende tra le quali Edisontel, Noicom, NTS-Freedomland, C3 Europe, Alpha Telecom, Getronics (...) |
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19 NOVEMBRE - ORE 21: PROIEZIONE DI VIDEOCRACY
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LUNEDI 16 NOVEMBRE DALLE 21: 60 ANNI DI REPUBBLICA POPOLARE CINESE - RELATORE BRUNO CASATI
Il ciclo di incontri che stiamo organizzando è aperto a tutta la cittadinanza a partire dalle giovani generazioni ma non solo. Questi incontri sono finalizzati ad un confronto e a una discussione sull’attualità della crisi economica e politica che il nostro paese e il mondo intero sta attraversando. La situazione che è sotto i nostri occhi ci mostra una grave crisi occupazionale e un forte aumento della richiesta di Cassaintegrazione che dimostrano come la crisi non sia finita. Per questo motivo abbiamo organizzato un ciclo di incontri rivolti prevalentemente alle nuove generazioni ma anche a chiunque sia interessato 1° INCONTRO LUNEDI’ 16 NOVEMBRE: DALLE ORE 21,00 60 ANNI DI REPUBBLICA POPOLARE CINESE Relatore Bruno Casati ex assessore Provinciale Alle crisi Industriali e al Lavoro del PRC Gli incontri si terranno presso il Circolo di Rifondazione Comunista “24 aprile 45” In via Hermada, 8 Niguarda-Milano |
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A VENT’ANNI DALLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO. PARTE II - QUESTA DEMOCRAZIA NON È LA NOSTRA
di Emanuele Cullorà (Coordinatore GC Milano)
L’Unione sovietica non c’è più: il grande esperimento è fallito. Il marxismo nella pratica è fallito dappertutto. Non esiste un modello economico capace di competere col capitalismo. (Martin McCauley, The Soviet Union 1917 - 1991) Il ventesimo anniversario della caduta del muro di Berlino si svolge nella più grande crisi del capitalismo dal 1929: mentre il capitalismo rivela tutta la propria irrazionalità siamo chiamati a una riflessione profonda su cosa sia la democrazia e la lotta per il socialismo. I regimi dei paesi dell’est, modellati sull’esempio della burocrazia di Mosca e introdotti con i carri armati dell’Armata rossa dopo il 1945, crollarono uno dopo l’altro come le pedine di un domino. Movimenti di massa di giovani e lavoratori attraversarono l’Europa dell’est chiedendo la possibilità di decidere democraticamente della propria vita: con l’eccezione della Polonia, egemonizzata dal sindacalismo giallo di Solidarnosc, nessuna delle mobilitazioni di massa che cominciarono a fare vacillare questi regimi era egemonizzato fin dal principio dal nazionalismo borghese che in poco tempo avrebbe preso il sopravvento. In ogni caso il modello dei regimi burocratici dell’est Europa aveva esaurito la propria vitalità: negli anni seguenti al 1989 avremmo assistito al vergognoso spettacolo dei dirigenti delle burocrazie dei regimi dell’est divenire la nuova borghesia di questi paesi, con la burocrazia del partito comunista russo in testa a questo processo. Quanto covava già dalla fine degli anni ’20 ora si manifestava in tutta la sua pienezza. Nelle parole di Trotskij del 1936: “La caduta dell’attuale dittatura bonapartista senza la sua sostituzione con un nuovo potere socialista annuncerebbe così il ritorno al sistema capitalista con un crollo catastrofico dell’economia e della cultura” (Trotskij, La rivoluzione tradita, 1936). |
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A VENT’ANNI DALLA CADUTA DEL MURO DI BERLINO. PARTE I - L’EREDITÀ CHE RIFIUTIAMO, L’EREDITÀ PER CUI LOTTIAMO
di Ivan Piacentini (GC Milano - Zona Nord)
Naturalmente la vittoria definitiva del socialismo in un paese solo è impossibile (Lenin, III congresso dei Soviet - gennaio 1918) In questi giorni ricorre l’anniversario della caduta del muro di Berlino. Fu un evento che portò alla fine dei regimi dell’Est e alla dissoluzione dell’Unione Sovietica. La borghesia mondiale festeggiò in grande stile, arrivando anche a parlare di “fine della storia” e prospettando un periodo di grande prosperità per tutto il mondo. La reazione dei partiti comunisti non fu certo migliore: passarono dall’appoggio acritico alla condanna totale, in molti casi cambiando anche nome e trasformandosi in partiti socialdemocratici. “Finalmente le dittature comuniste sono cadute, ora ci aspetta un mondo pieno di pace e di sviluppo della democrazia [borghese]”: questo era il ritornello che si sentiva all’inizio degli anni ’90. La crisi economica del capitalismo, le guerre degli ultimi due decenni portate avanti dalle potenze imperialiste (USA in testa), l’esperienza del “socialismo del XXI secolo” in America Latina ci mostrano che le cose sono andate diversamente. Resta però una domanda: se il sistema sovietico, sorto dalla rivoluzione d’ottobre del 1917, non è riuscito a manetenesi garantendo un livello di vita superiore rispetto ai paesi capitalisti, ha ancora senso parlare di lotta per il socialismo? La risposta è senza dubbio sì. |
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NOTIZIE, NEWS E INIZIATIVE SUL MEDIO ORIENTE E LA PALESTINA
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