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| Sito aggiornato a domenica 29 novembre 2009 |
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racconti dalle periferiestorie dai confini della realta’Scuole che cadono a pezzi, piazze fatiscenti, parchi sempre più rari e una condizione di generale degrado che ha attanagliato i giovani e i lavoratori delle periferie delle grandi città: questo è il prezzo che stiamo pagando da anni per i tagli e per l’abbandono delle zone periferiche di Milano. Non uno svago, nessuna area e nessuno spazio deputato alla socializzazione, pochi spiccioli destinati ogni anno alle biblioteche e ai centri culturali, sportivi e musicali frutto di una logica che non vuole né cultura né umanità tra i ragazzi e le ragazze che abitano, studiano o lavorano in queste zone. Negli ultimi dieci anni i finanziamenti agli enti locali e alla “riqualificazione” delle periferie industriali sono calati in maniera vertiginosa: i governi degli ultimi anni con una mano hanno dato campo libero alla speculazione edilizia delle grandi compagnie in appalto, mentre con l’altra hanno sancito il profitto vertiginoso di poche catene industriali e commerciali private. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: enormi centri commerciali che fanno fare enormi guadagni ai loro proprietari senza che i giovani e i lavoratori delle periferie ne traggano alcun beneficio. La realtà è un’altra ed è molto più semplice di quello che i telegiornali vorrebbero farci credere: non vogliono farci sapere nulla dei grassissimi profitti delle catene commerciali e industriali, profitti che produciamo noi lavorando o che produrremo quando andremo a lavorare, ma di cui non vediamo nulla; vogliono farci credere che se le fabbriche chiudono e non ci sono soldi per centri sanitari, scuole, centri culturali, la colpa non è di chi “investe” il proprio denaro, ma dei lavoratori immigrati e dei nomadi. Tutto questo serve a mantenere stipendi da fame, contratti che scadono, con il continuo ricatto del lavoro precario, e a percepire la fonte dei nostri problemi non in chi accumula enormi guadagni sul nostro lavoro quotidiano, ma su altri lavoratori o studenti come noi: otto o dieci ore a lavorare e poi chiusi in casa fino al mattino successivo; oppure, come conseguenza, tutto il giorno in mezzo a una strada dopo la scuola o chiusi in un supermercato senza possibilità di poter migliorare la qualità della nostra vita. Non possiamo permetterlo! noi studenti e lavoratori mandiamo avanti giorno dopo giorno le periferie dove abitiamo, e con questo spirito sosteniamo le realtà che faticosamente operano nelle nostre periferie, per dare una opportunità di scelta e di riscatto alle persone che vi ci abitano, con particolare attenzione ai giovani, che altrimenti verrebbero fagocitati da regole di mercato e vincoli culturali poco propensi allo sviluppo del libero arbitrio e del giudizio critico; sosteniamo fortemente la creazione di nuovi spazi, liberi appunto da ogni forma di coercizione culturale od economica, luoghi di crescita e di confronto, realtà che insieme a quelle esistenti possano offrire una concreta alternativa di aggregazione e incontro, strutture e persone che sinergicamente permettano il vero cambiamento delle nostre periferie e la creazione di un altro mondo.
giovani comunisti milano & provincia circolo “che guevara” di cinisello BalsamO
Facciamo le presentazioni
tutti i lunedì dalle 21.00 alla sede di RIFO in via Marconi, 43 oppure puoi scrivere una mail a: NON PREOCCUPARTI!!! NON SIAMO PIU’ MANGIABAMBINI... ...O FORSE SI’?!? storie dAI confini della realta’ racconti e immagini di ragazze e ragazzi che nelle periferie lavorano, studiano, VIVONO !
GIOVEDI’ 18 gennaio 2007 ORE 20.30 Coop. Agricola Via Mariani 10 Cinisello Balsamo
giovani comunisti milano & provincia circolo “che guevara” di cinisello balsamo Partito della Rifondazione Comunista Via Marconi 43 Cinisello Balsamo (MI) Tel. 0266015965 | |||
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