A Venezia il 7 Ottobre
Che voi ci crediate o no.
In Veneto sta passando una legge regionale, sostenuta anche dal
centro-sinistra, che prevede in ogni consultorio ed ogni ospedale la presenza di un’antiabortista che racconti alle
donne che si presentano quando è sbagliato abortire, che obbliga consultori ed ospedali ad esporre il materiale delle associazioni antiabortiste!
Come se non fosse già difficile, per una donna, una scelta di questo tipo.
La 194 è una buona legge, che permette ad ogni donna di
auto-determinarsi. Oggi, da più fronti, è sotto attacco. Si vogliono
mettere volontari cattolici ad intimidire le giovani che vogliono
scegliere della propria vita. Non solo, è previsto un comma di questa
legge regionale, che prevede la sospensione di medici ed operatori che
in qualche modo ostacolino il lavoro dei missionari del Movimento per
la vita. Fino addirittura a prevedere la chiusura del consultorio.
Insomma, una donna in difficoltà, che si reca, magari dopo lungo
travaglio interiore, ad un consultorio sarà obbligata a sorbirsi i
proclami e gli anatemi cattolici che cercheranno di convincerla che
non può scegliere della propria vita. Non osino i medici mettersi di
mezzo, l?obiettivo è quello di circuire le donne, non di aiutarle.
Mobilitiamoci da Milano, perché il Veneto, con queste leggi regionali,
apre varchi che non sono accettabili, per non trovarsi nel mezzo di un
ciclone che ci travolga.
Partiamo da Milano per la difesa della 194,
contro la proposta di legge regionale del veneto, per difendere il
diritto di decidere della nostra vita, sempre e comunque, uomini o
donne, giovani o anziani che sia.
SABATO 7 OTTOBRE, 8.30 METRO’ SESTO MARELLI - PULLMAN per la
manifestazione nazionale di Venezia.
Ritrovo previsto per le 22.00.
Euri 15
Per prenotazioni luchino 3382308295
Per adesioni luca 347/5237754
oppure
info@giovanicomunistimilano.it
"GENERAZIONE GENDER"
GIOVANI COMUNISTI MILANO
Il testo del Progetto di Legge n.3/2006 della Regione Veneto
PDL N. 3
Regolamentare le iniziative mirate all’informazione sulle possibili alternative all’aborto
Art.1 - Pubblicità
1. In ogni consultorio e nei reparti di ginecologia e ostetricia a finalità informativa deve essere esposto ben in vista il materiale informativo dei movimenti e delle associazioni legalmente riconosciute aventi come finalità l’aiuto alle donne in difficoltà orientate all’interruzione di gravidanza, sui rischi sia fisici che psichici a cui si espone la donna con l’interruzione di gravidanza e le possibile alternative all’aborto.
Art.2. - Divulgazione e informazione
1. Ai Movimenti e/o associazione di cui all’articolo 1 viene concesso di espletare il loro servizio di divulgazione e informazione nei consultori familiari,nei reparti di ginecologia e ostetricia, nelle sale d’aspetto e atri degli ospedali.
Art. 3 - Vigilanza
1. I direttori sanitari delle Asl e delle Aziende ospedaliere devono vigilare sul rispetto della legge.
2. Saranno prese sanzioni per chi dovesse negare o intralciare l’operato dei movimenti e/o associazioni di cui all’articolo 1 fino a revocare la pratica degli interventi di aborto volontario nelle strutture inadempienti.
3. Per chi dovesse negare o intralciare l’operato dei movimenti e/o associazioni di cui all’articolo 1, sono applicabili sanzioni da 500 a 5000 euro; l’eventuale reiterazione comporta la revoca della pratica degli interventi di aborto volontario nelle strutture inadempienti.
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