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Voto a Melegnano
Il risultato locale che riguarda Rifondazione è da considerarsi più che soddisfacente, clamoroso quello del Senato, il migliore di sempre, per voti e percentuale, a Melegnano. Un dato comunque in sintonia con quello nazionale. Se consideriamo quest’ultimo come il voto più “maturo”, vuoi per la soglia d’età dei votanti, non legato agli “umori” giovanili, più propensi alla protesta che alla proposta, può apparire persino sorprendente. Io credo invece sia un voto ben ponderato sul desiderio di quell’elettorato con gli “attributi”, secondo la definizione berlusconiana, tendente a salvaguardare alcuni valori e principi, dalla pace ai diritti delle classi lavoratrici, che il partito ha perseguito in questi anni “senza se e senza ma”. E questo, almeno per quanto ci riguarda, con una campagna elettorale “non urlata”, che ha privilegiato il ragionamento, senza concedere spazio alle troppe “risse” che hanno contraddistinto questa tornata elettorale.
Inutile nascondere come il pensiero ora corra a quali riflessioni questi risultati suggeriscono alla politica locale.
Il ragionamento penso debba partire dal confronto di questi dati con le consultazioni precedenti e che siano due le osservazioni da mettere in evidenza.
La prima riguarda l’assottigliarsi della differenza tra i due schieramenti.
Dalle precedenti comunali, passando per provinciali, europee, regionali e infine queste ultime vediamo assottigliarsi il vantaggio del centro-sinistra sul centro-destra, con un recupero di questi ultimi piccolo ma costante. Tenendo pure in debito conto delle differenze tra queste consultazioni e le amministrative comunali, anche come sistema, e del “pragmatismo meregnanino”, come lo ha chiamato il Sindaco Dolcini nella sua relazione alla città, che sa scegliere e giudicare per il meglio, credo però, se vogliamo che questa città dia continuità, politica, a questa amministrazione, sarà necessario un grosso sforzo, dei “politici locali”, per non correre più rischi del necessario.
La seconda osservazione, peraltro strettamente legata alla prima, riguarda la considerazione che circa un terzo del centro-sinistra melegnanese è “sinistra”. Risulta altrettanto evidente come questo elettorato non sia oggi adeguatamente rappresentato nelle istituzioni amministrative locali.
Se Melegnano non vorrà rappresentare una “anomalia politica” rispetto alla tendenza generale, manifestata in tutti gli enti superiori, si dovrà provvedere ad un sostanziale cambiamento di questa situazione, lasciando nel solaio dei ricordi e delle illusioni l’ormai obsoleto “triciclo”.
Questo non deve evidentemente riguardare i “posti” da occupare ma essenzialmente le scelte dei programmi e delle politiche da attuare. In questo ci siamo impegnati nel recente passato e maggiormente lo sarà in un futuro che ormai bussa alle porte.
Luciano Passoni c.gruppo PRC - Melegnano
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