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VOGLIONO LE SCUOLE PRIVATE? SE LE PAGHINO LORO
In tempo di crisi i genitori fanno sempre più fatica a pagare gli studi dei figli studenti: tasse di iscrizione, libri di testo e, in molti casi, anche i mezzi di trasporto. Nello stesso tempo le scuole cadono a pezzi.
Ma questo, ovviamente, riguarda solo le scuole pubbliche, perché al servizio delle private ci sono, oltre ai soldi di chi ci va, finanziamenti pubblici di ogni tipo, a partire dai buoni scuola per le famiglie, che coprono circa il 25% della spesa scolastica totale. Unico svantaggio: questi buoni non vengono assegnati secondo il reddito della famiglia dello studente, ma vengono dati come incentivi affinché i genitori iscrivano i propri figli alle scuole private!
La Lombardia è stata la maggiore promotrice di questo progetto: nel solo anno scolastico 2007-2008 sono stati erogati 45 milioni di euro per i buoni scuola. Di questi, il 99,01% è finito a studenti delle scuole private presenti sul territorio lombardo. In media a ogni studente delle private vanno 707 euro, mentre a quelli delle pubbliche restano 8 miseri euro a testa. Ma se una famiglia può permettersi di spendere fino a 6000 euro per iscrivere per propria scelta il figlio ad una scuola privata può anche fare a meno di 1400 euro di soldi nostri!
La ministra Gelmini benedice tutto ciò e prepara altri finanziamenti alle scuole private dicendo che “tutti devono avere il diritto di scegliere se andare alla scuola pubblica o alla scuola paritaria, quindi, siccome le scuole paritarie costano molto di più sto pensando ad una riforma che dia la possibilità di accedere ad un bonus a chi vuole frequentarle [...] sono tante le riforme che si possono fare risparmiando fondi”. Sì, però pare proprio che i fondi, Governo e Regione Lombardia li vogliano risparmiare solo per le scuole pubbliche...
Il fatto è che 45 milioni di euro da investire nell’istruzione, per una Regione, non sono pochi. La Lombardia però non li sta utilizzando per mettere in sicurezza gli edifici scolastici o per altri utili scopi: sta regalando 45 milioni di euro provenienti dalle tasche di tutti i lavoratori, di tutti i genitori che hanno la “sfortuna” di aver iscritto i propri figli alla scuola statale, a famiglie che economicamente non hanno problemi, che hanno deciso di mandare i propri figli in scuole dove chi non ha da pagare migliaia di euro l’anno non può entrare. Scuole che spesso sono gestite dal potere religioso, Comunione e Liberazione in testa, che non si tira mai indietro quando si tratta di formare i “cuccioli” della classe dirigente e di dare copertura ideologica agli attacchi contro i giovani, gli studenti, i lavoratori.
Come Giovani Comunisti ci opponiamo alla politica imposta dal Governo che punta ad offrire un’istruzione di qualità solo a chi se la può permettere, siamo contro il processo di privatizzazione dell’istruzione pubblica che va avanti, ormai, da oltre dieci anni, e ci battiamo contro chi regala i soldi sudati delle famiglie che ne necessitano per arrivare a fine mese a chi non ne ha assolutamente bisogno!
Tutti hanno diritto a un’istruzione pubblica, gratuita, laica, e di qualità!
Neanche un euro alle scuole private!
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 Private
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