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Nazirock nel Nord Milano
NAZIROCK
Reale, crudo, lampante. La pellicola di Claudio Lazzaro mostra veridicità e sdoganamento, assoluta impunità di azioni anticostituzionali: genesi o epilogo della diffusione di movimenti neo-nazisti e neo-fascisti, e loro reinterpretazione in una chiave che vuole dirsi artistica. Fra musica e slogan, fotogrammi di una realtà che investe fasce di giovani, che prende piede all’ombra di un governo complice. Realtà nella quale si sommano apologia, condizionamento ideologico, revisionismo storico, negazionismo. Con l’avvallo di facce note.
È in atto da tempo un processo di legittimazione dell’estrema destra, che passa attraverso la rappresentanza istituzionale, la celebrazione della giornata delle Foibe, la comparazione di Partigiani e repubblichini, un processo che culmina in episodi di violenza, come quello che ha visto per protagonisti cinque giovani neo-fascisti, responsabili della morte di un ragazzo a Verona.
Negli ultimi anni si sono moltiplicate le aggressioni di stampo fascista, sessista e razzista a danno di militanti di sinistra, centri sociali, omosessuali, che le politiche sicuritarie hanno contribuito a diffondere, in un clima di crescente xenofobia.
In un Paese che deve i suoi principi costitutivi ai valori della Resistenza, Nazirock mostra uno spaccato delle realtà che intendono riscrivere la storia, cancellando la memoria, stravolgendo i ruoli, reprimendo nella violenza la libertà di espressione.
Ci è stato impedito di vederlo nei cinema. Adesso guardiamolo insieme.

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