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Sito aggiornato a domenica 29 novembre 2009

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Il 17 novembre mobilitazione studentesca. Per la prima volta in assoluto anche nelle capitali africane

Una giornata mondiale per il diritto di accesso ai saperi

Non possiamo che sentirci un popolo in viaggio. Il 17 novembre in tutto il mondo sarà una giornata di mobilitazione studentesca per il diritto all’accesso ai saperi, in Italia sarà anche la giornata di mobilitazione per avere verità e giustizia sui fatti di Genova e perché non vengano scelti capi espiatori per secoli di carcere. Da Nairobi, dalla storia dei Social Forum questa data è diventata il momento per riconnettere rivendicazioni nazionali del mondo della conoscenza ad una dimensione mondiale. Il “sapere” è saper discernere, scegliere e quindi essere liberi, chi non sa rimane imbrigliato nelle menzogne del neoliberismo che sceglie le scuole come fucine di consenso nel mondo occidentale e sceglie la negazione della possibilità di accedere all’istruzione per il resto del pianeta. Da quest’anno si manifesterà, per la prima volta, nelle capitali africane. In Italia, significherà rispedire al mittente la pericolosità delle fondazioni e dell’intromissione di capitali privati a finanziare direttamente le scuole. Il rischio è quello di aprire in futuro alla determinazione dei programmi scolastici. La scuola italiana ha bisogno di una grande riforma dell’istruzione, non più aggiustamenti alla riforma Moratti ma la sua scomparsa e il rovesciamento dei linguaggi dell’istruzione. La messa in discussione del sistema d’istruzione a partire dalle modalità di insegnamento rimaste uguali dalla scuola del libro Cuore a quella delle tre “I”. Questo sarebbe il primo passo per evitare che una regione come la Lombardia abbia due primati quello di una regione tra le più ricche e quella dell’abbandono scolastico più importante. Eppure, Formigoni ripropone la riforma Moratti peggiorata, Fioroni non sembra intenzionato a dar seguito alle rivendicazioni del movimento studentesco, dalla Carta di cittadinanza studentesca per l’accesso agevolato a tutte le forme della cultura e dei servizi al decreto sui debiti formativi che costringe a tempi uguali di recupero persone con possibilità e capacità d’apprendimento differenti. Mussi persiste con la difesa del numero chiuso per l’accesso agli atenei mettendo in discussione l’universalità dell’istruzione. Saremo in piazza a Milano e poi ci dirigeremo verso Genova perché siamo parte di quel popolo di Nairobi, molti di noi non hanno vissuto direttamente le giornate della repressione e della morte di Carlo ma sappiamo che se oggi abbiamo rotto una babele tra i continenti è perché abbiamo resistito al tentativo di cancellarci. Ci saremo non in un esercizio commemorativo o di ricordo ma nella mobilitazione perché nessuno si senta escluso dalla verità e dalla giustizia.

Daniela Castiglioni

Luca Stanzione

 
   
 
 
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